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Cosa visitare LA CHIESA di San Giovanni Battista ![]() Non è possibile sapere dove sorgesse la più antica chiesa di Soarza, la cui esistenza è documentata sin dal 1 180; si sa però che, per tradizione, si era soliti costruire una nuova chiesa sull'area o nelle adiacenze di quella che, per vetustà o per altre ragioni, veniva demolita. Questa tradizione trova conferma anche nell'odierna chiesa di Soarza, che sorse, appunto, sull'area del precedente edificio. Fu ideata dal Prevosto Mons. Guido Vezzani, progettata dall'architetto Tancredi Venturini e donata alla popolazione, con gesto munifico, dalla Contessa Giulia Ratto Dall'Orso.La attuale chiesa fu costruita nel 1927. LA PIZZAVACCA La villa Costa sorgeva all’interno di una vasta proprietà terriera il cui centro aziendale era rappresentato dalla cascina PISSAVACCA anch’essa ubicata nell’abitato di Soarza e raccordata alla residenza padronale. La fattoria PISSAVACCA è assai antica compare già in una mappa del 1605, con un assetto strutturale assai diverso da quello odierno. Al centro si trova una ampia aia che è stata col tempo assai trasformata. L’ingresso in origine doveva aprirsi su quello che oggi è il retro della casa,come è dimostrato dalla lunga e dritta carraia . Le stalle sono direttamente raccordate al corpo padronale con una scansione ritmica assai semplificata nelle barchesse e negli archi ribassati del fienile.Le case dei salariati si sviluppano parallelamente al corpo padronale. AL “RUDON “ per l’ estrazione dell’acqua 1800 ![]() L'alternativa al corso d’acqua per l’approvvigionamento dell’acqua era il classico pozzo, che poteva essere scavato, però, solo nei terreni con terra profonda. Col classico sistema della corda e del secchio si riusciva a sopperire ad un limitato fabbisogno di acqua. In alcuni casi, però, vi era bisogno di un'irrigazione molto più abbonante e continua, ed allora si adoperava il sistema dell'ingegna, dal latino ingenium che significa appunto macchina. Veniva scavato un largo pozzo, in modo da avere sempre disponibile una notevole quantità d'acqua. Al centro un sistema di carrucole metteva in movimento una catena munita di secchi di forma speciale che, riempitisi d'acqua, una volta giunti in superficie si versavano da soli dentro ad un recipiente, a sua volta collegato ad un complesso sistema di canali. Il movimento incessante del meccanismo era assicurato dal girare incessante di un mulo o cavallo, legato ad una stanga. Questo sistema di irrigazione era particolarmente diffuso ma è purtroppo ormai difficilissimo trovarne qualcuno ancora visibile. Palazzo Costa - La villa venne costruita alla fine del 600, dalla famiglia Costa, Il palazzo, venne commissionato dalla famiglia prima del 1668 . I Costa, fiorenti mercanti di tessuti e banchieri di origine genovese, furono fra le famiglie piacentine di maggior rilievo tra il Seicento e l’Ottocento; Pier Giacomo nel 1678 ottenne la contea di Soarza. La villa che risulta documentala mappa su una mappa del 1819 presenta un impianto a U con corpo emergente a cui sono raccordate le ali destinate ai servizi annessi agli appartamenti padronali. La casa, con impianto a blocco su due piani fuori terra e sottotetto, ha un ingresso che si apre in asse con il vialetto di accesso, collegato alla via principale. Il cortile è selciato e presenta alcune aiuole verdi, mentre lateralmente e posteriormente si estende una vasta area prativa, ora utilizzata per impianti sportivi. Le facciate della dimora non recano qualificazioni decorative ed anche le numerose aperture sono prive di cornici. Una torretta colombaia, che spicca dal volume dell'edificio, ingentilisce l'impianto della villa. L'ingresso principale al piano terra, sovrastato da un balcone, immette nell'atrio passante. La distribuzione degli spazi interni non è oramai più leggibile a causa delle trasformazioni subite dall'edificio, nel quale una scala di ampie dimensioni, ma senza partiture decorative, conduce al primo piano ove, oltre agli ambienti destinati al riposo, si ha memoria che sia esistita una piccola cappella. Questa non è ora più identificabile. Sulle volte degli ambienti del primo piano emergono in alcuni punti lacerti di affreschi raffiguranti amorini, ramages e motivi a candelabra che sembrano avere attinto a un repertorio eclettico e ad un'arte calligrafica e leggera e che possono essere attribuiti alla fine del secolo XIX o all'inizio del secolo successivo. Purtroppo oggi il palazzo , di proprietà privata, versa nel più completo abbandono e triste stato, senza alcun tipo di manutenzione,restauro e tantomeno utilizzo. L’asilo infantile Picasso Ratto L’asilo infantile di Soarza ancora oggi funzionante quale asilo nido, fu fondato nel 1915 ad opera della Contessa Giulia Ratto , un edificio a due piani , con un parco interno ove da ormai un paio di decenni opera la PROLOCO DEL PAESE , che in parte si occupa della gestione e della manutenzione di parte dell’area , di proprietà della Parrocchia di Soarza , è ceduto in comodato d’uso per diverse aree a altre associazioni oltre che alla PROLOCO : Protezione Civile, ANSPI, Associazione cacciatori . All’interno anche un teatro con un palco in legno molto suggestivo
fonte: www.amicidisoarza.it |









